All’Unimol un incontro partecipato per discutere di finanziamenti, innovazione sociale, sostenibilità e nuove prospettive di sviluppo territoriale a base culturale.

Si è svolto il 28 ottobre, presso l’Università degli Studi del Molise, l’incontro di presentazione di Cultura Cresce, la misura promossa dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia per sostenere lo sviluppo delle imprese culturali e creative e delle iniziative del Terzo settore impegnate nella valorizzazione della cultura come risorsa economica, sociale e territoriale.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione numerosa e attenta di imprese, operatori culturali, associazioni di promozione sociale, realtà del Terzo settore e soggetti impegnati, a diverso titolo, nel lavoro a base culturale. Un confronto vivace, ricco di domande, richieste di approfondimento e occasioni di scambio, che ha confermato quanto sia avvertita, soprattutto nei territori più fragili e periferici, l’esigenza di conoscere e intercettare strumenti capaci di sostenere progettualità innovative, inclusive e sostenibili.
L’incontro ha assunto un significato che va oltre la pur importante presentazione tecnica di una misura di finanziamento:
- Un primo elemento riguarda il ruolo dell’Università come infrastruttura di conoscenza, capacitazione e accompagnamento dei territori. L’iniziativa ha rappresentato un esempio concreto di terza missione, intesa non soltanto come trasferimento di competenze, ma come costruzione di spazi di interconnessione tra istituzioni nazionali, strumenti delle politiche pubbliche e soggetti territoriali. Un’Università che si propone come luogo di informazione, formazione permanente, orientamento e supporto alla progettazione, contribuendo a ridurre la distanza che spesso separa le opportunità di finanziamento dalla capacità effettiva degli attori locali di accedervi. Non si tratta, infatti, soltanto di conoscere l’esistenza di un bando, ma di maturare le competenze necessarie per trasformare aspirazioni, intuizioni e idee progettuali in iniziative strutturate, capaci di rispondere ai requisiti delle procedure competitive e, soprattutto, di produrre effetti durevoli. Progetti che sappiano coniugare innovazione culturale e sociale, sostenibilità economica e ambientale, inclusione e capacità di generare nuove opportunità di lavoro, guardando anche alla loro possibile replicabilità e scalabilità.
- Un secondo aspetto riguarda il momento particolare che attraversano le politiche di finanziamento della cultura. Dopo una stagione indubbiamente effervescente, come quella del PNRR, caratterizzata dal susseguirsi di misure e investimenti anche molto consistenti, si avverte in molti contesti il rischio di un rallentamento delle aspettative e di una progressiva perdita di fiducia nella possibilità di dare continuità alle progettualità avviate. In questo quadro, la presentazione di Cultura Cresce ha offerto un segnale importante: quello della continuità delle opportunità e della possibilità di immaginare nuovi percorsi di investimento nel settore culturale e creativo anche oltre la stagione straordinaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura si inserisce infatti in un panorama più articolato di strumenti di sostegno che, accanto alle iniziative rivolte alle imprese culturali e creative e ai soggetti del Terzo settore, comprende ulteriori opportunità dedicate al patrimonio culturale, ai musei, ai servizi e alle attività connesse alla valorizzazione dei territori. Un insieme di prospettive che può favorire nuove forme di collaborazione tra operatori economici, istituzioni culturali, amministrazioni locali e comunità.
- Un terzo tema, strettamente connesso ai precedenti, riguarda la necessità di ripensare la sostenibilità stessa dei progetti culturali. Il finanziamento pubblico resta una leva fondamentale, soprattutto nella fase di avvio e sperimentazione, ma non può rappresentare l’unico orizzonte entro il quale immaginare la vita di un’iniziativa. La sfida è costruire condizioni che consentano ai progetti di consolidarsi nel tempo, sviluppare una propria autonomia economica e organizzativa e generare ricadute sociali e territoriali che vadano oltre la durata del singolo finanziamento.
Da questo punto di vista, assumono crescente rilevanza le forme di cooperazione pubblico-privato e gli strumenti di governance territoriale capaci di mettere in relazione soggetti, competenze e risorse differenti: dalle cooperative di comunità alle fondazioni di partecipazione, fino alle società di trasformazione urbana e ad altre configurazioni partenariali in grado di sostenere processi complessi di rigenerazione e sviluppo locale.
È proprio nell’intreccio tra progettazione culturale, innovazione sociale, capacità imprenditoriale e responsabilità condivisa verso i territori che possono maturare esperienze capaci di trasformare il patrimonio culturale, materiale e immateriale, in una risorsa viva, generativa e durevole.
La partecipazione attiva e la qualità del confronto hanno restituito l’immagine di un tessuto territoriale ricco di iniziative, competenze e aspirazioni, che chiede però di essere riconosciuto, messo in rete e accompagnato nell’accesso alle opportunità disponibili.
L’auspicio è che questo incontro non rimanga un episodio isolato, ma possa rappresentare l’avvio o il consolidamento di una collaborazione stabile tra Invitalia, le grandi istituzioni nazionali e l’Università degli Studi del Molise, nella prospettiva di rafforzare le attività di informazione, formazione, consulenza e accompagnamento rivolte agli attori territoriali.
Una collaborazione che riconosca all’Università non soltanto il compito di produrre conoscenza, ma anche quello di contribuire a renderla operativa e accessibile, sostenendo la capacità dei territori di immaginare, progettare e realizzare il proprio futuro.
In questa prospettiva, la cultura non rappresenta semplicemente un settore da finanziare, ma un campo di sperimentazione di nuove economie, forme di cittadinanza, relazioni cooperative e possibilità di sviluppo sostenibile, particolarmente significative per le aree interne e i territori che affrontano condizioni strutturali di fragilità.
